venerdì 18 agosto 2017

L'informatore - John Grisham



“un giro di corruzione incredibile, e con gente davvero cattiva che non ci penserebbe due volte a ficcare uno o due proiettili in mezzo agli occhi miei, vostri, del mio cliente, o di chiunque faccia troppe domande”.
TRAMA: Lacy Stoltz da nove anni lavora come investigatrice presso una commissione in Florida che si occupa della cattiva condotta dei giudici. È un avvocato, non un poliziotto, e ha a che fare perlopiù con denunce per violazioni minori. Ma un giorno le si presenta un caso di corruzione. Un avvocato radiato dall'albo tornato a lavorare con una nuova identità – ora si fa chiamare Greg Myers – sostiene di sapere dell'esistenza di un giudice che ha rubato più soldi di tutti i giudici corrotti d'America messi insieme. Qual è la fonte dei suoi guadagni illeciti? A quanto pare ha avuto a che fare con la costruzione di un grande casinò sulle terre dei nativi americani. La mafia locale ha finanziato il casinò che ora frutta una cifra molto consistente di denaro ogni mese. Il giudice se ne prende una parte e finge di non vedere, favorendo con le sue sentenze l'organizzazione criminale. È sicuramente un ottimo affare: tutti fanno soldi. Ma Greg Myers vuole fermarli. Il suo unico cliente è un informatore che conosce la verità e vuole spifferare tutto per riscuotere milioni di dollari, come prevede la legge della Florida. Ed è così che Greg e Lacy si incontrano. E lei sospetta immediatamente che questa faccenda possa essere davvero pericolosa. Ma pericolosa è un conto, mortale è un altro.

PUBBLICATO DA: Mondadori (2016), 332 pp. - 22,00 €

VOTO: 9/10

RECENSIONE:
Claudia McDover è una giudice stimata dai suoi elettori che l’hanno riconfermata più volte nel suo ruolo, dirige il suo tribunale con impegno e professionalità e la sua carriera non è mai stata oggetto di attenzioni da parte della CDG, la Commissione Disciplinare Giudiziaria, che si occupa di indagare sulla condotta dei giudici. Claudia ha costruito negli anni la sua immagine impeccabile, a partire dal momento in cui qualcuno ha deciso di finanziare la sua campagna elettorale per avere una pedina all’interno del sistema.

La “Mafia della Costa” è una piccola organizzazione criminale che agli inizi della propria attività, negli anni sessanta, era dedita principalmente al contrabbando di alcol, prostituzione, scommesse, furti di auto e lavoretti simili. Negli anni ottanta allargarono il loro giro d’affari scoprendo il fascino delle truffe immobiliari, e del traffico di cocaina in Florida. Tutto sembrava andare a gonfie vele per la banda, fino a quando uno dei due fratelli ai vertici dell’organizzazione rimase ucciso. A quel punto la banda si innamorò dell’idea dei casinò nei territori indiani.
Negli Stati Uniti le tribù di nativi americani ufficialmente riconosciute gestiscono numerosi casinò all’interno delle loro riserve, e in questi territori lo stato non ha alcuna giurisdizione. In Florida la tribù dei Tappacola, inventata da Grisham per questo romanzo, vive praticamente di rendita grazie al proprio casinò. Questo è stato costruito dopo vari anni di lotte tra la fazione dei favorevoli e quella dei contrari all’interno della tribù.
Che cosa collega Claudia McDover alla Mafia della Costa e alla tribù dei Tappacola?

John Grisham torna in grande forma con un romanzo che esce dai suoi soliti schemi del legal thriller, raccontandoci una vicenda piena di azione, colpi di scena e giochi di ombre tra i personaggi che si muovono nel clima vacanziero della soleggiata Florida. Chi apprezza Grisham da tempo qui troverà un ritmo completamente nuovo, chi non ha mai letto i suoi libri avrà l’occasione di avvicinarsi a uno dei più stimati scrittori di thriller, e infine chi è rimasto deluso dal flop dei segreti di Gray Mountain con questo romanzo sicuramente rivaluterà e tornerà ad apprezzare Grisham.





mercoledì 16 agosto 2017

100 consigli utili per le neomamme - Elisabetta Ruzzon

TRAMA: Sono incinta. Come cambierà il mio corpo? Cos'è il colostro? Quando inizierà a gattonare? Omogeneizzati o prodotti freschi? In questo utile manuale per le neomamme, cento domande e cento risposte che spaziano dalla gravidanza al primo anno di vita del bambino per chiarire, orientare, tranquillizzare. 
Le conoscenze di medici, neonatologi, psicologi, ostetrici, che hanno messo a disposizione le loro professionalità, le loro esperienze e sensibilità di genitori, alle donne che stanno per avere un figlio. Piacevole e di facile comprensione.

PUBBLICATO DA: GoodMood - Audiolibro

VOTO: 7,5/10

RECENSIONE:
Ho ascoltato questo libro con l'applicazione Audible di Amazon direttamente dal mio cellulare. Sono incinta ormai alla 32° settimana ed essendo la mia prima gravidanza, quando posso cerco di informarmi al meglio e tenermi preparata per il lieto evento.
Le curiosità sono tante ed è per questo che ho deciso di prendere questo libro che è stato formulato sotto forma di domanda e risposta. 
Possiamo dire che copre in maniera completa, anche se ovviamente non sempre in modo approfondito, tutte quelle che sono le grandi domande di una neomamma. 
Alcune cose già le conoscevo, essendo ormai arrivata allo stadio avanzato della gravidanza, però devo dire che mi ha fornito  molte chicche e particolari interessanti riguardo domande che non mi era venuto nemmeno in mente di pormi.
Il linguaggio poi è chiaro, stringato e di facile comprensione. E' stato piacevole muovermi per casa ascoltando allo stesso tempo con attenzione tutto ciò che veniva detto all'interno di questo audiolibro.
Consigliato!

lunedì 14 agosto 2017

L'amica geniale - Elena Ferrante



“Forse devo cancellare Lila da me come un disegno sulla lavagna, pensai, e fu, credo, la prima volta. Mi sentivo fragile, esposta a tutto, non potevo passare il mio tempo a inseguirla o a scoprire che lei mi inseguiva, e nell’un caso e nell’altro sentirmi da meno.” 

TRAMA: L'amica geniale comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L'autrice scava intanto nella natura complessa dell'amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l'Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l'andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l'autrice ci ha abituati... Non vogliamo dirvi altro per non guastare il piacere della lettura. Torniamo invece all'inizio. Dicevamo che L'amica geniale appartiene a quel genere di libro che si vorrebbe non finisse mai. E infatti non finisce. O, per dire meglio, porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell'infanzia e dell'adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto. Altri romanzi arriveranno nel giro di pochi mesi, per raccontarci la giovinezza, la maturità, la vecchiaia incipiente delle due amiche.

PUBBLICATO DA: e/o Edizioni - pp. 400 € 18,00

SAGA: Primo libro di una serie composta da:





VOTO: 9/10

RECENSIONE:

Questo libro è la rappresentazione della vita di Elena, detta Linù, e dells sua amica Raffaella, per tutti Lila.
La narrazione è divisa in due parti, infanzia e adolescenza, durante le quali seguiamo il percorso di crescita di Lila ed Elena.La loro è un amicizia nata in un rione povero della Napoli degli anni '50 dove non vi era altro che povertà. 
L'autrice è bravissima a rappresentare con le parole la realtà di degrado e ignoranza del dopoguerra, così brava in realtà da creare un immagine costante e vivida di fronte agli occhi del lettore. I personaggi sono molti ma tutti perfettamente caratterizzati e riconoscibili, approfonditi  in modo tale da brillare di vita propria. Questo,infatti, è uno di quei casi dove la fama dell'autrice e del libro è ben giustificata e meritata.
Non sono un amante di quello che può essere quasi paragonato a un filone verista moderno, ma nonostante tutto ho divorato questo libro dalla prima all'ultima pagina, segno che è un libro che arriva a chiunque.  
Sono convinta di non esagerare nel dire che lo considero una perla della nostra letteratura contemporanea, una storia dolce, delicata e struggente che vede come protagonisti personaggi nei quali noi tutti possiamo riconoscere pregi, difetti e contraddizioni.

Quando alla fine si chiude il libro si è assolutamente soddisfatti della storia che si è vissuto ma si è anche pronti a gettarsi nella seconda parte, volendo ritrovare quel quadro che si è osservato fino a poco prima.

domenica 13 agosto 2017

Ti ricordi di me? - Sophie Kinsella

Ti ricordi di me?

“credo di aver bisogno di rinfrescarmi”In preda alle vertigini, trotto in bagno, mi spruzzo in po’ di acqua fresca in faccia, poi guardo allo specchio il mio riflesso stravolto, familiare e sconosciuto allo stesso tempo.Ho la sensazione di essere sul punto di sciogliermi.Qualcuno mi sta facendo un colossale scherzo? Sono in preda alle allucinazioni?Ho ventotto anni, denti bianchi e perfetti, una borsa Louis Vuitton, un biglietto da visita che mi definisce “direttore” e un marito.Come cavolo è potuto succedere tutto questo?


TRAMA: Quando Lexi si sveglia in un letto di ospedale, non ricorda proprio cosa le sia successo. È convinta di avere 25 anni, di essere povera in canna, con una vita sentimentale disastrosa, i denti storti e le unghie mangiate... E invece eccola fresca di parrucchiere, con una bocca perfetta, mani curatissime, un lavoro da super manager e... un sacco di soldi! Sì, perchè oltretutto è sposata a un bellissimo miliardario. Ma come è possibile? Il fatto è che lei in realtà ora ha 28 anni, ma non ricorda nulla del suo passato recente, marito compreso, e non riesce proprio a riconoscersi. Ma almeno ha la vita perfetta, e questo sembra un buon inizio... o no?



PUBBLICATO DA: Mondadori, PP. 358 - 12,50 €



VOTO: 5,5



RECENSIONE:  

Ovviamente quando si prende in mano un libro della Kinsella si è consapevoli del fatto che non sarà una lettura dal forte peso culturale. Ma questo è proprio il punto in quanto il suo è uno stile sintattico volto all'evasione e al rilassamento tipico del periodo estivo. La classica lettura da ombrellone, insomma, non vedo nulla di male in ciò, solo che questa volta il  risultato è un po' troppo banale e, a tratti, irritante.

La storia  vede come protagonista la tipica ragazza alla Kinsella: Sopra le righe, sbadata, goffa e, a volte,  inadeguata. Mi sono ritrovata  spesso a pensare che molto probabilmente, se l'avessi avuta davanti, l'avrei volentieri sbattuta contro un muro per porre fine alle sue sofferenze.

Lexie ha perso la memoria dopo un incidente stradale ed è costretta, non solo a riscoprire una nuova sè, ma anche a convivere  in un mondo molto diverso da quello a cui era abituata. Quello che ci si aspetta ovviamente da un situazione simile è un sentimento di frustrazione e inadeguatezza da parte della protagonista, ma invece la sua reazione è quella di una bambina che non sa cosa significa contenersi, con dialoghi e conversazioni da rasentare veramente quelli che si facevano alle elementari.

I personaggi,inoltre, non sono stati granchè approfonditi, e questa è risultata un occasione persa dell'autrice che avrebbe potuto mostrare, attraverso gli occhi della stessa persona come persone e situazioni possano assumere connotati diversi.

Che dire, non la trovo una lettura da consigliare nemmeno per passare il tempo.



sabato 12 agosto 2017

La sovrana lettrice - Alan Bennett

  • Come lettrice Sua Maestà era spedita e diretta; non voleva crogiolarsi in nulla.

    Adesso che era sola, però, intratteneva lunghe conversazioni con se stessa e trascriveva sempre più i suoi pensieri; i quaderni si moltiplicavano e il loro campo di indagine si allargava. «La chiave di volta della felicità è non sentirsi investiti di alcun diritto». Aggiunse un asterisco e annotò a fondo pagina: «Una lezione che non ho mai avuto l'opportunità di apprendere».




TRAMA: A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d’Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. E in effetti è successo qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus della lettura a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali ripercussioni sul suo entourage, sui sudditi, sui servizi di sicurezza e soprattutto sui lettori lo scoprirà solo chi arriverà all’ultima pagina, anzi all’ultima riga. Perché oltre alle irrefrenabili risate questa storia ci regala un sopraffino colpo di scena – uno di quei lampi di genio che ci fanno capire come mai Alan Bennett sia considerato un grande maestro del comico e del teatro contemporaneo.



PUBBLICATO DA: ADELPHI, pp.95 - 4,99 €




VOTO: 6.5




RECENSIONE: 


Ho trovato questo libro relativamente interessante. E' sicuramente ben scritto e fa nascere, a tratti, un sorriso. Tuttavia, a volte, può risultare solo una lista di alcuni titoli letti dalla Regina.

La figura della sovrana non esce arricchita  da questo romanzo breve e non mi sento di conoscerla meglio di quanto non la conoscessi già inizialmente. 

Ciò che è interessante vedere,invece, è come un semplice passatempo come quello della lettura possa essere considerato una minaccia per la Monarchia stessa. Viene da chiedersi che male possa fare un semplice libro, ma in realtà la risposta l'abbiamo proprio davanti; La monarchia viene sfruttata anche come istituzione e di conseguenza controllata e manipolata da terzi. Una mente libera è meno assoggetabile al volere altrui.

Una cosa che apprezzo è,invece, il sotto-tema: come ci si possa ancora appassionare e crescere crescere in età avanzata. 

Presente in maniera più o meno forte è la vena di humor tipicamente inglese, con il suo tratto leggero, soft e contenuto che vuole far divertire il lettore durante la lettura. L'ho apprezzato a tratti ma devo dire che è un 2tipo umorismo e ironia che può essere di difficile comprensione per chi di British non ha nulla.

Tutto sommato è stata una lettura piacevole ma che non ha lasciato il segno.

giovedì 21 gennaio 2016

La traduttrice - Rabih Alameddine

"Ho fatto della traduzione la mia padrona e i miei giorni non sono stati più così pericolosamente terribili. I miei progetti mi distraggono. [...] quando sono in comunione con la traduzione, riesco ad essere felice. [...] Durante questi momenti tutte le ferite si rimarginano."

TRAMA: Dopo "Il cantore di storie" con questo nuovo romanzo Rabih Alameddine ci trasporta in Libano, a Beirut, e, all'inizio, in un vecchio appartamento della città. È qui che incontriamo Aaliya, una donna di settantadue anni, i capelli tinti di blu, una traduzione da iniziare, forse, e una storia da raccontare. Aaliya ci parla della sua vita: anni e anni dedicati a leggere i capolavori della letteratura mondiale per poi tradurli, in silenzio, per puro amore, senza che alcuna traduzione veda mai la luce della pubblicazione; mentre per le vie della città cadevano bombe e si udivano gli echi di una guerra capace di trasformare giovani pacifici in spie e assassini. Una guerra che ha costretto una donna sola come lei, di professione libraia, appassionata di libri, a dormire con un fucile accanto al letto per difendersi da attacchi improvvisi. Una guerra che ha costretto Aaliya a rimandare l'appuntamento con l'amore. Siamo ciò che leggiamo, disse un saggio, e Aaliya è questo: una creatura meravigliosa, fatta di carta, eppure viva, piena di umorismo, che si nasconde da tutto e tutti dentro una vecchia giacca di lana e dietro la letteratura, cercando nei libri l'amore che la sua famiglia non è stata in grado di darle.

PUBBLICATO DA: Bompiani editore, pg 303 -  € 12,00

VOTO: 7/10

GIUDIZIO: Questo è uno di quei libri che ti divide: Da una parte ami la figura della protagonista, scorbutica e sola, non necessaria a nessuno, così come la città di Beirut ferita profondamente ma ancora in piedi combattiva. Dall'altra parte ci si ritrova in parti noiose che fanno perdere lo slancio della lettura e che ti portano a faticare un po' per andare avanti.
Mi sono piaciute molto tutte quelle infinite citazioni che rendono la narrazione personale e caratteristica e che consentono ad  Aaliya di esprimere le sue riflessioni in modo, a volte, poetico e toccante. Ma non mi è piaciuta l'assenza di trama, e la mancanza di scansione in capitoli. Una volta posato, non viene spontaneo prendere il libro in mano per proseguire la lettura.
Questo libro oltre a parlare di traduzioni e di letteratura, è ricco anche di episodi e aneddoti preziosi; titoli e autori familiari, massime in cui ti impersonifichi e i continui riferimenti letterari, storici e musicali; lo stile è stringato e il linguaggio fluido, un po' amaro e pesante ma anche divertente, di certo mai banale.

mercoledì 16 dicembre 2015

La ragazza del treno - Paula Hawkins

TRAMA: La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista,  le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono  Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua.
Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?
Nelle mani sapienti di Paula Hawkins, il lettore viene travolto da una serie di bugie, verità, colpi di scena e ribaltamenti della trama che rendono questo romanzo un thriller da leggere compulsivamente, con un finale ineguagliabile. Decisamente il debutto dell’anno, ai vertici di tutte le classifiche.

PUBBLICATO DA Piemme (2015), 306 pp. - 19,50 €

VOTO: 9/10

GIUDIZIO:
Rachel è a un punto fermo della sua vita: non riesce ad accettare la fine del suo matrimonio, ha problemi con l’alcol e a causa di questo ha perso il lavoro.
Vivendo temporaneamente da un’amica, e non sapendo come giustificarle il licenziamento, ogni mattina Rachel prende il treno e si reca a Londra come se stesse andando in ufficio, trascorre la giornata a bighellonare fingendosi impegnata e rientra la sera. Durante questi viaggi Rachel guarda fuori dal finestrino, spesso sorseggiando gin tonic o vino, ogni mattina e ogni sera, osservando le vite delle persone che abitano nelle case situate lungo il percorso della ferrovia.
Tra queste, una in particolare attira la sua attenzione: quella situata al 15 di Blenheim Road, proprio prima del semaforo che blocca il treno ogni mattina alla stessa ora.
Non tanto per il fatto che qualche anno prima Rachel viveva a poca distanza da quella casa, al civico 23, quando era felicemente sposata con Tom. Quello che attira l’attenzione di Rachel è la coppia che vive in quella casa, una giovane coppia di sposini, dei quali Rachel si costruisce nella testa una vita immaginaria, dando loro addirittura dei nomi: Jess e Jason.
Tutto procede nella normalità fino a quando Rachel, una mattina, vede Jess nelle braccia di un altro uomo. Non è il solito Jason, ha un aspetto diverso, e i due si baciano. Rachel è molto delusa da Jess, non capisce perché tradisca il povero Jason, col quale sembrava così felice.
Da qui si dipana un giallo molto intricato, pieno di suspance, scritto con un talento sorprendente dalla Hawkins, al suo debutto letterario.
Il libro cattura l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima pagina, in quanto ad ogni capitolo si vuole sempre conoscere lo sviluppo della trama che è parecchio intricata e avvincente.

Consiglio questo romanzo soprattutto ai pendolari, che scommetto non vorranno mai scendere dal treno per poter proseguire la lettura fino alla fine.