mercoledì 19 ottobre 2011

Desiderio - Rosemary Rogers

"Trista! Per amor di Dio...perché? Perché tu...strega! Perché io? E perché il demonio ha voluto che ci incontrassimo?



TRAMA:Trista Windham forse è nata nel secolo sbagliato: di donne come lei, nell'Ottocento - persino nel Nuovo Mondo percorso da aneliti di libertà - non se ne sono viste mai. Vuole laurearsi in medicina, è determinata, passionale e ambiziosa. Una donna così, la si adora o la si odia. Da Boston a Parigi e di nuovo nell'America sconvolta dalla guerra di Secessione, Trista è perenne oggetto di un turbine di passioni che suscita suo malgrado. Ma, quando tutto sembra perduto in un incubo crudele, spunta dall'ombra l'uomo che l'ha sempre avuta nel cuore... 


PUBBLICATO DA: Sonzogno


VOTO: 6 Scarso


GIUDIZIO: Che dire, avevo letto  opinioni discordanti su questo libro alcune entusiastiche, altre molto meno, però ho deciso di comprarlo e di provare a leggerlo nella speranza di avere una folgorazione.
 Non è andata così, il libro per la prima metà è stato abbastanza noioso, e anche carente di informazioni fondamentali a mio parere. Innanzitutto dove si è mai vista una ragazzina di sedici anni del sud durante la secessione che si stende nuda per terra ai piedi del primo arrivato pronta a gettare al vento la sua verginità (senza contare che Blaze,il protagonista, dopo averla presa, la violenta) come se niente fosse?
Poi viene chiamata puttana da tutti e lei si comporta come se niente fosse (ma è una cosa realistica? non credo che nella società dell'epoca questa parola fosse utilizzata così facilmente riferendosi a ragazze di buona famiglia).
Poi l'errore più grave a mio giudizio...passano gli anni e c'è un  buco temporale. Di quegli anni non si sa nulla se non che Trista si è laureata in medicina a Parigi travestendosi da uomo. Ora, ditemi voi che qualità può avere la storia se viene trascurata TOTALMENTE la narrazione in quegli anni. La prima donna medico c'è stata nel 1831  dopo di lei più nessuna per decenni, quindi sarebbe stato doveroso raccontare almeno in parte la lotta che la protagonista ha dovuto ingaggiare negli anni per avere il  diritto di studiare, per ottenere un istruzione nel campo medico, i soprusi attraverso i quali è dovuta passare, come questo ha segnato il suo passato rendendola una persona diversa...e invece NULLA, il vuoto, sembra che questi benedetti cinque anni non abbiano inciso nulla sua personalità.
Il libro sembra decollare quando si arriva ad una svolta nella storia. Il suo fratellastro la fa rinchiudere in un manicomio perché lei non cede alle sue avance. 
La scrittrice descrive molto bene il periodo di internamento e gli stati d'animo della protagonista, dell'incubo che ha vissuto, non nego di apprezzare le storie dove c'è un po di sana sofferenza perché rende tutto molto più emotivo, più passionale, più realistico. Nella vita non arriva sempre il principe azzurro sul cavallo bianco a salvarci dalle situazioni rischiose proprio sul più bello, a volte le disgrazie accadono e basta e bisogna essere in grado di superarle, ed è per questo che le storie a lieto fine sono ancora più apprezzate, perché arriva dopo aver passato l'inferno ed è quindi meritato.
E' stato così apprezzato questo breve interludio al manicomio (periodo nel quale il suo fratellastro e l'infermiere hanno abusato di lei in più modi), la cosa che mi ha lasciata basita è stata la ripresa  della protagonista che, apparte qualche breve momento, non sembra per nulla segnata e provata da un esperienza del genere...se passassi un anno al manicomio trattata in quella maniera come minimo sarei segnata profondamente e guarderei il mondo con occhi perlomeno diversi.
La storia scorre sempre con superficialità fino alla conclusione, dove il cattivo si sconfigge in cinque righe circa ed è tutto spiegato in modo approssimativo. 
Ovviamente l'amore trionfa in quanto alla protagonista  sembra non interessare che l'uomo che "ama" Blaze l'ha chiamata puttana insultandola per tutta la storia non mostrando mai una parola gentile se non prima della parola fine.
Misteri della fede. Sarebbe però gradito qualcuno che mi spiegasse la situazione della bigamia della quale non si è capito un accidente per tutta la seconda metà della storia.

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